• 24 novembre 2000 13:14
  • Una delle storie più avvincenti mai scritte; una storia avventurosa e contemporaneamente profonda che racconta una straordinaria avventura, quella del ritrovamento del mitico tesoro, ma comemporaneamente anche la storia della forma­zione di un ragazzo che diventa uomo dopo aver messo in gioco la sua vita e aver affrontato il “male del mondo”.
    Non quindi ovviamente uno spettacolo per bambini, ma un grande spettacolo che ha per protagonista un giovane ed è rivolto innanzi tutto ai giovani, uno spettacolo con­cepito per coloro che sono stanchi del reper­torio, per coloro che vogliono ascoltare una storia per la prima volta e non riascoltarla per l’ennesima.
    Un grande sogno shakespeariano scritto da uno dei maggiori autori teatrali italiani come se fosse un grande classico smarrito in una immaginaria biblioteca.
    Un sogno musicale attraversato da canti e danze non solo dei feroci pirati e del loro celebre inno (quindici uomini sulla cassa del morto … ) ma anche della seducente onirica figura della Polena, una figura tra il reale e il fantastico che tormenta i sogni dei marinai. Ma non è tutto qui l’erotismo dello spettacolo che riserva un’altra sorpresa : il giovane protagonista è infatti interpretato da donna, Gaia Aprea, che, nella falsasariga del cherubino delle Nozze di Figaro, conferisce un tocco di ambiguità in più alla vicenda.