• 24 novembre 2001 12:56
  • L’amore delle tre melarance è la prima delle fiabe teatrali che Carlo Gozzi scrive per la compagnia di Antonio Sacchi, grande Truffaldino, ed è liberamente tratta da Lo cunto de li cunti del Basile. Scritta in forma di canovaccio va in scena al Teatro San Samuele di Venezia nel gennaio 1761, ridando nuova vitalità alla Commedia dell’Arte.
    L’ipocondriaco Tartaglia, figlio del re, per guarire deve scoppiare a ridere, ma nonostante sia stato appositamente convocato Truffaldino, egli non si scompone. Tartaglia scoppia a ridere solo quando la perfida Fata Morgana va accidentalmente a gambe all’aria. Morgana, di fronte alla sua ilarità, lo condanna a innamorarsi delle tre melarance, per conquistare le quali Tartaglia parte assieme al fido Truffaldino. Dopo molte avventure egli conquista i tre magici frutti dai quali escono tre fanciulle. Da una delle tre melarance esce Ninetta della quale Tartaglia si innamora, decidendo di sposarla. Morgana però trasforma la fanciulla in colomba, sostituendo ad essa Smeraldina, la propria serva. Ma come in tutte le fiabe, gli intrighi vengono sventati, i malvagi puniti e l’amore trionfa.
    Benno Besson, regista di origine svizzera e vocazione europea, che è stato stretto collaboratore di Brecht, si è ripetutamente cimentato in allestimenti di opere di Carlo Gozzi, affrontando nel 1971 a Berlino per la Volksbühne Il re cervo e aggiudicandosi nel 1982 il Gran Premio della Critica Francese con la regia de L’augellin belverde per la Comédie de Genève. Il Teatro Stabile del Veneto e il Teatro di Genova in collaborazione con La Biennale di Venezia-Settore Teatro lo invitano ora a dirigere L’amore delle tre melarance, con le scene, i costumi e la co-regia di Ezio Toffolutti.