• 21 maggio 2016 20:45
  • LA SAGRA DELLA PRIMAVERA

    Il 29 Maggio 2013 Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij ha compiuto cento anni: dopo lo scandalo suscitato all’esordio, con la prima versione della coreografia, realizzata a Parigi da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes di Diaghilev, la partitura è diventata notissima, tanto da poter essere riconosciuta alla prima battuta. Possente capolavoro musicale, scritto per un organico orchestrale al gran completo, Le Sacre è ispirato ad una antica leggenda slava. Secondo il mitico racconto, ad ogni  primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire.

    Nella propria interpretazione del Sacre, il coreografo Enrico Morelli si è accostato con profondo rispetto a questa partitura, che ha ispirato i più grandi coreografi del ‘900. Nell’allestimento che ne risulta, si rispecchia un risvolto dell’affannoso dinamismo del nostro tempo. Per combattere antiche e nuove paure, ed esorcizzare il male di vivere che accompagna il presente, ogni occasione è buona per individuare un capro espiatorio. Di volta in volta, per far ricadere responsabilità e timori sul colpevole di  turno, spesso  sommariamente liquidato, si avallano scelte demagogiche, o si compilano liste di proscrizione.

    Nella scelta registica di Enrico Morelli, sulla nuda scena, come unico elemento, emergono dal buio e incombono dal soffitto lugubri ganci da mattatoio. Sono altrettante spade di Damocle, un monito severo che ci invita a guardare al passato, ad un tempo in cui tanti, troppi uomini sono stati mandati al macello, sacrificati a ideologie di morte e terrore, considerati numeri senza identità, corpi derubati della propria dignità.

    L’assunto della coreografia è tutto qui: sino a quando l’essere umano sacrificherà i propri simili alla violenza del cieco cannibalismo, e non sceglierà la via del rispetto dell’altro, la luce della cultura e la chiarezza della ragione non prenderanno il sopravvento. Se ciò non avverrà, come ci avvertono scrittori e filosofi, da Erasmo da Rotterdam a Thomas Hobbes ad Antonio Gramsci, da sempre, e per sempre, ciascun individuo potrà solo pensare e volere il male degli altri, eliminare chiunque si ponga in ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri. Ognuno avrà nel prossimo un nemico. Da ciò deriverà guerra di tutti contro tutti, senza più torto o ragione. Così l’animale uomo sarà condannato a restare Homo homini lupus.

     

    BOLERO

    Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero (1928) è ancora oggi tra i brani più noti e ascoltati della storia della musica: una delle ragioni della fortuna del pezzo sembra essere fortemente legata all’evocazione di immagini di sensualità che questo suscita, anche quando tali suggestioni sono contrassegnate da una sostanziale ambiguità.

    Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione, per arrivare così alla sua interpretazione: alla fine di questo percorso l’ispirazione del coreografo si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel “muro trasparente” che li divide. Così, nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia declina la varietà di umori che “circolano” intorno e dentro al rapporto di coppia. Umori che, comunque, rendono speziata l’esistenza. Nella coreografia si proiettano, dall’interno verso l’esterno, paure, desideri rimossi, scosse esistenziali che rivelano interi universi, legami segreti che esistono tra le persone… e l’ironia lascia il posto al timore, l’amore al disinganno, il distacco alla condivisione, e via via, fra crescendo e diminuendo, come la musica del Bolero.

    Su questa stessa musica, con la “licenza” e l’inventiva che sono il segno vero di ogni artista, è intervenuto Stefano Corrias. Da compositore raffinato ed esperto, consapevole delle esigenze del palcoscenico, Corrias ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale del brano di Ravel. Il nuovo spartito è stato composto analizzando attentamente le pagine di Bolero, e si integra perfettamente con esso, collocandosi in tre diversi momenti: all’inizio della coreografia, a metà e subito prima del crescendo finale. All’interno della scrittura coreografica, i tre frammenti sottolineano i momenti più intimi, e più veri, di ognuno di noi, quando siamo lontano dagli sguardi degli altri, e lontani dal rumore assordante del mondo.

    Nella versione di Merola, Bolero viene dunque raccontato come una non-storia, fantastica ma possibile, comunque pertinente al mondo reale. Dagli allusivi colpi di tamburo rullante iniziale, sino alla “esplosione” finale dell’intera orchestra, la danza, in stretta simbiosi con la musica, veicola una sorta di astratta “fiaba amara”, allegoria del dolore di vivere e dell’incomprensione fra esseri umani. Così Bolero diventa metafora della nostra esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto.

     

    ABBONAMENTI

    Hopera (4 maggio) Smashed (17 maggio) e La Sagra di Primavera/Bolero (21 maggio)

    Intero Ridotto Giovani Scuole di Danza
    (minimo 5 abb.)
    Platea/palco Pepiano/1° ord balconata 58 52 45 42
    Palco Pepiano/1° ord no balconata 55 50 36 32
    Palco 2° ord balconata 53 47 33 30
    Palco 2° ord no balconata 50 45 27 24
    Galleria 24 20 20 20

    Il possessore dell’abbonamento ha diritto ad un biglietto a € 5 per lo spettacolo Map al Ridotto del Teatro Verdi (5 maggio).

    RIDUZIONI

    Tariffa Ridotto: per abbonati alla Stagione di Prosa 2015/16 del Teatro G. Verdi, abbonati a una delle stagioni di Arteven, over 60
    Tariffa Giovani: per under 30 e possessori di tessere Studiare Padova Card
    Ulteriori agevolazioni per gruppi organizzati di studenti dell’Università di Padova e di allievi delle scuole di danza (info tel. 347 7523160)

     

    Prevendita biglietti dal 15 aprile 2016 al Teatro G. Verdi – tel. 049 87770213 – il lunedì dalle 15 alle 18.30, dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, sabato dalle ore 10 alle 13, on line su www.teatrostabileveneto.it e vendita il giorno dello spettacolo un’ora prima dall’inizio

    InteroRidottoGiovaniAbbonatiScuole di danza
    Platea/palco Pepiano/1° ord balconata26,0023,0017,0021,0015,00
    Palco Pepiano/1° ord no balconata22,0020,0014,0017,0012,00
    Palco 2° ord balconata21,0019,0013,0016,0011,00
    Palco 2° ord no balconata15,0014,0010,0012,008,00
    Galleria10,009,008,008,007,00

    Teatro Verdi

    Centralino 049 8777011
    Biglietteria 049 87770213
    Fax 049 661053
    Coordinatore direzione.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Richiesta informazioni info.teatroverdi@teatrostabileveneto.it
    Orario di biglietteria  

    Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
    In tutte le giornate di spettacolo: 10.00 /13.00 – 15.00 / inizio spettacolo
    Domeniche con spettacolo dalle 15.00 a inizio spettacolo

     

    Via dei Livello 32 - Padova - 35139 - Italia