Una potenza mondiale invade militarmente un altro stato, ma il generale al comando si comporta, fin dal suo arrivo, in modo imprevisto: chiuso fra le quattro mura del suo ufficio impartisce al sottoposto ordini apparentemente contraddittori che in un parossismo di distruzione portano all’annientamento del suo stesso esercito. Il testo racconta con linguaggio tragicomico il paradosso di un pacifista che sceglie di sconfiggere la violenza della guerra con una violenza ancora più cieca, estrema e radicale. Un ritratto al vetriolo sulla follia umana, che si colloca al di fuori di qualunque riferimento spazio-temporale definito, per denunciare con forza i tanti massacri che hanno attraversato la storia dell’umanità, ieri come oggi.

 

 

EMANUELE ALDROVANDI (Reggio Emilia, 1985)

Dopo la laurea in Lettere e Filosofia si è formato come autore alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Ha scritto vari testi e adattamenti, ricevendo alcuni dei più importanti riconoscimenti per la nuova drammaturgia, fra cui il Premio Hystrio Scritture di Scena 2015 con “Farfalle”, il Premio Riccione-Tondelli 2013 con “Homicide House” e il Premio Pirandello 2012 con “Felicità”. Lavora da anni con il Centro Teatrale MaMiMò e collabora con altri artisti e compagnie. I suoi testi sono pubblicati da CUE Press.