• 18 gennaio 2018 20:30

Produzione 2017

“I due gentiluomini di Verona”, una delle prime opere del Bardo (se non la prima), è una commedia-laboratorio, sperimentale, vitale, instabile e irruenta: il genio scalpita e mette alla prova personaggi, tematiche e relazioni che troveranno poi sviluppo autonomo nei testi successivi. Condensa al debutto, in un nucleo pulsante, molte delle sue più grandi intuizioni e inaugura un punto di vista sul mondo che non ha precedenti nella tradizione teatrale. Il suo sguardo di giovane sul mondo dei giovani non fa sconti: come in un’autopsia, disseziona con cinismo sorprendente il concetto ormai anacronistico dell’ Amore cortese, mettendo in luce i meccanismi di imitazione, invidia e compensazione che lo governano e rivelando l’immaurità affettiva di chi non riesce a uscire dalla gabbia emotiva dell’adolescenza. I protagonisti sembrano appartenere a una generazione di “bamboccioni”, rimasti troppo a lungo a casa, o trattenuti da padri che, a loro volta, si sono rifiutati di “liberare” i propri figli: un mondo senza futuro, intrappolato in una regressione perenne. E’ un’opera tragicomica, spigolosa, sorprendente, ma come spigolosa e sorprendente può essere la vita e Shakespeare, già agli esordi (e forse con più coraggio che nei capolavori a venire), dimostra tutta la sua abilità nel portare in scena la realtà senza semplificazioni, etichette o stereotipi. Oggi, probabilmente più che in altri momenti storici e culturali, in un mondo che ha perso ogni equilibrio, abbiamo (di nuovo) gli strumenti per riscoprire e leggere in profondità quest’opera senza pregiudizi (romantici).

 

2017

24 ottobre > 5 novembre Brescia Teatro Sociale
(Debutto)

 

2018

18 > 21 gennaio Venezia Teatro Goldoni
24 > 28 gennaio Padova Teatro Verdi