• 19 giugno 2012 16:32
  • Erano anni che volevo mettere in scena almeno parte del testo di Robin Hawdon “Dio e Stephen Hawking”, attratto dalla possibilità di affrontare teatralmente una di quelle domande che ognuno di noi, credente o no, si è posto almeno una volta nella vita: com’è cominciato tutto? Com’è apparso l’universo? Esiste una volontà superiore?
    Questa commedia, con umorismo sottile, ma anche basandosi su dati scientifici solidi tenta, almeno in parte, di rispondere, senza ovviamente farlo in maniera definitiva!
    Due attori di grande forza interpretativa, Emanuele Maria Basso e Sergio Meogrossi, danno voce e corpo ai due protagonisti del titolo, assecondando una mia idea registica che inserisce il racconto, assai visionario, in una serie di quadri creati da una giovane artista, Simona Gandola, che lavora con le mani e usa la sabbia evocando, a secondo dei momenti, comete, pianeti, galassie, formule matematiche, esplosioni nucleari, solo per citarne alcuni, elementi scenografici dello spettacolo. Gli attori, attraverso l’utilizzo di una telecamera e di un video proiettore, sono inglobati in un mondo spaziale che certamente sarà in grado di provocare sugli spettatori un impatto emotivo forte e coinvolgente.
    E’ inoltre un testo d’interesse didattico forte, che ben si adatta a un pubblico giovane e giovanissimo, un teatro che insegna senza rendersi pesantemente ” scolastico” e che, sono sicuro, appassionerà soprattutto i più giovani.
    Non mi resta che augurarvi un buon viaggio alla scoperta dell’Universo a metà strada tra fede e scienza.

    Alessandro Gassmann