• 8 aprile 2017 20:30
  • 9 aprile 2017 16:00

Un inno all’amore, un canto all’essenza pura della vita e alla bellezza di ogni donna

Un luogo comune e abusato considera doppie le personalità eccellenti. Non serve scomodare Stevenson e il suo Doctor Jeckyll e Mr Hide; parte pubblica e parte privata da sempre generano suggestioni di contrasti forti, addirittura violenti, talvolta fatali. Due anime in lotta, una fragile, l’altra invincibile, che condividono un unico corpo. Mai come nel caso di Diana però tutto questo è stato così trasparente e autentico. La maestrina e la principessa, l’abulimica e la filantropa si sono ostacolate e combattute pubblicamente, in ogni occasione, fino all’ultimo giorno, bruciando una il terreno dell’altra e rivendicando la loro impossibilità di coesistere. Con una sentenza dolorosa: il sacrificio di una che non è riuscito a salvare l’altra.
Ma anche con un monito illuminante: l’identità viene prima delle convenzioni.
Diana & Lady D è il grido di ogni donna inascoltata, schiacciata nei suoi intendimenti, mortificata nella propria femminilità; ma è anche l’inno alla differenza, la celebrazione di un bene superiore, la promessa alla donna che verrà.
Perché ancora oggi, in una società devota alla religione dell’individualismo, la libertà femminile è una libertà spesso non prevista. Perché ancora oggi alle donne è rimproverato di non imparare a leggere in tempo i segnali della violenza per garantirsi una salvezza.
Ma è la donna, nella Storia del mondo a sovvertire sempre le regole, spesso purtroppo attraverso il suo sacrificio estremo. Dopo di cui niente può, o dovrebbe, essere più come prima.

 

La trama
il dialogo dell’ultima notte

E’ la sera dell’incidente; Diana sta per lasciare l’appartamento all’Hotel Ritz di Parigi e raggiungere Dodi in macchina; un ultimo colpo di cipria allo specchio ed ecco l’immagine riflessa di Lady D.
E’ l’occasione per confessarsi definitivamente una all’altra lontano da tutto e tutti, e mettere sul piatto senza più nessuna riserva le loro vite inadeguate. E’ un rinfacciarsi di colpe, un susseguirsi di accuse, fino addirittura allo scontro fisico, ma è anche il tentativo estremo di essere ascoltate, comprese, abbracciate. Per arrivare al perdono, alla ricomposizione del se’, al ritorno all’Uno; dopo di cui tutto, anche la morte, può essere accolta con tenera leggerezza.

 

Lo spettacolo
una donna allo specchio

Diana & Lady D è un dialogo per voce sola. Serena Autieri sul palco inscena una performance verbale e fisica dai contrasti sorprendenti. La scenografia è sviluppata in verticale, su due piani, (alto e basso); Lady D sul livello superiore incombe, Diana soccombe. Il concetto è il recupero della mitologica immagine doppia di Narciso che si riflette nel lago. Serena migra da un’anima all’altra muovendosi di continuo, incarnando gli stati d’animo più diversi, vestendosi e truccandosi a vista.
La scena prevede grandi specchi in cui Serena/Diana/Lady D si riflette, si perde, si sdoppia, torna bambina, si moltiplica. Ballerine e Acrobate, (effetto “Golconda” di Magritte), accompagnano l’esecuzione delle canzoni, evergreen dei Beatles, Elton John e inediti.

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3° Ordine18,0015,0010,0010,00
4° Ordine12,0010,008,008,00

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