• 8 dicembre 2015 16:00
  • La storia di un piccolo circo alla disperata ricerca di stupire il suo pubblico con numeri strabilianti che possono vivere però solo grazie alla fantasia degli spettatori, guidati dalla forza evocativa della musica.
    Cinque gli attori in “pista”, cinque personaggi con caratteri e abilità differenti, che vivono e fanno vivere in scena la fantasia dell’immaginifico per poi ritrovarsi semplicemente a fare i conti con le piccole grandi difficoltà del vivere quotidiano. Una vita quotidiana che si trasforma in circo. La pertica cinese, la giocoleria, l’acrobatica e la clownerie trasformeranno un banale litigio in una rissa acrobatica, una dichiarazione d’amore in una esplosione di fuochi artificiali. Perché cos’è la vita?! Nient’altro che una tragedia tutta da ridere!
    perché Lo Spettacolo? Quando scegli di fare il mestiere dell’attore/regista vorresti anche scegliere un soggetto, un luogo e trovare un pubblico. Da quando ho iniziato questo mestiere all’inizio degli anni Ottanta ho scoperto pian piano che la mia vocazione era legata al mondo del circo, della commedia, delle feste popolari. Quasi tutte le regie che ho curato sono in un modo o nell’altro influenzate dal ritmo, dal rischio, dalla leggerezza, dai tempi comici e dalla gioia che conosciamo attraverso il circo. E adesso, dopo trent’anni di lavoro in teatro, è arrivato per me il momento di affrontare il mondo del circo nella sua
    essenza, con artisti di circo insieme ad attori di teatro. Ancor più che dalla spettacolarità dei numeri circensi, sono attratto dalla figura dell’artista di circo, dalla motivazione e dalla disciplina che lo spingono a mettersi completamente in gioco per raggiungere risultati strabilianti e stupefacenti. Mi affascina la relazione tra artisti circensi e attori e ciò che hanno in comune: la figura del
    CLOWN. Perché il clown appartiene nel contempo al teatro e al circo. Sotto il tendone del circo di una volta trovavamo in un micro mondo tutto l’universo. Dal direttore al barista, dal trapezista al domatore, dal pianista all’inserviente di pista. La felicità e l’infelicità dell’essere umano. Il tentativo di mostrare il talento e, nel peggiore dei casi, il tentativo di sopravvivere. Il nostro CIRK è popolato da questi personaggi.
    perché la figura del CLOWN? Perché il clown non è un personaggio recitato, ma l’essere umano straordinario, letteralmente. La gioia e la tristezza sono amplificate. I combattimenti sono violenti ma nessuno si fa male. I clown possono mangiare all’infinito senza avere mal di pancia. I clown possono ridere a crepapelle e allo stesso tempo piangere a crepacuore. I clown non hanno memoria, al massimo il ricordo del momento precedente. I clown non prevedono i disastri, se ne accorgono quando ormai è già troppo tardi. Lo sguardo del clown ci porta a vedere il mondo attraverso una lente di ingrandimento. Tutto questo è possibile solo quando il clown è VERO e non un pagliaccio (uomo di paglia) come succede spesso. A me piacciono i clown con un cuore che batte!!!

    Ted Keijser

    Intero Ridotto Bambini fino a 14 anni
    Platea – 1° ordine – 2° ordine 16,00 12,00 8,00
    3° – 4° ordine 12,00 8,00 8,00

     

     

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    Teatro Goldoni

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