DOPO LO SPETTACOLO DAL VIVO, AL DEL MONACO DI TREVISO RICOMINCIANO LE VISITE GUIDATE

Treviso, 29 luglio – Se con l’avvio della Stagione Estiva Tutti i Gusti del Teatro, lo Stabile del Veneto segna il ritorno dello spettacolo dal vivo a Treviso dopo il lockdown, dal 1 agosto è pronto a riaprire gli spazi del Teatro del Monaco alla città. Dalle ore 19.00, lo Stabile Veneto propone un tour guidato dal personale del teatro pensato per consentire al pubblico di vivere la sala, il palcoscenico e il dietro le quinte, conoscere e scoprire la storia e il valore artistico –culturale dell’antico teatro cittadino inaugurato nel 1692.

Il pubblico può partecipare alla visita guidata, a ingresso gratuito, prenotandosi attraverso la piattaforma Eventbrite.

Il tour avviene nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste.

La sala del Teatro Stabile del Veneto segue, infatti, le linee guida stabilite dall’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto in materia di sicurezza. Tutti i visitatori devono pertanto fornire nominativo e contatto telefonico o mail per la tracciabilità, rispettare la distanza di sicurezza, evitare assembramenti, indossare la mascherina e igienizzarsi le mani.

 

Storia

Il teatro Comunale Mario Del Monaco corrisponde all’antico Teatro Onigo. Prende il nome dal conte Fiorino Onigo il quale decide di farlo costruire in un lotto di sua proprietà, nella contrada di San Martin.

Il conte Onigo, non intendendo pagare le spese, affida la costruzione a Francesco Maestri e in cambio gli concede il teatro in usufrutto per dieci anni. Per motivi sconosciuti il Maestri abbandona l’impresa costringendo il conte ad assumere anche l’onere della costruzione. Il teatro viene inaugurato nell’ottobre 1692 con l’opera Rosiclea, mai rappresentata prima, per cui si pensa sia stata scritta appositamente per il nuovo teatro. Alla morte del conte Fiorino il teatro rimane chiuso per qualche tempo per poi essere riaperto dal figlio Gerolamo.

Momenti di crisi di carattere economico negli anni successivi e il suo progressivo stato di abbandono, ne comportano la chiusura tanto che, nel 1766, il conte Guglielmo Onigo per riaprirlo deve ricostruirlo quasi interamente. Le stagioni si adeguavano alle abitudini dei veneziani che trascorrevano la villeggiatura in villa fin oltre l’ottobre. L’autunno era riservato ai drammi per musica più interessanti. Seguiva la stagione di carnevale che si prolungava fino all’inizio della Quaresima. La stagione della primavera era destinata alle compagnie comiche e così occasionalmente anche quella dei mesi estivi. Nella prima metà del XIX secolo il teatro ospita i festeggiamenti per il matrimonio di Napoleone, tre serate in onore di Paganini e ricevimenti degli imperatori Ferdinando e Francesco I e del Viceré Arciduca Ranieri. Guglielmo, ultimo proprietario discendente dalla dinastia degli Onigo, a causa delle ormai insostenibili spese, cede la gestione del teatro alla Società dei palchettisti. Dopo lunghe trattative, il 17 ottobre 1846 vede la luce il nuovo teatro di Società o teatro Sociale. In occasione del definitivo passaggio di proprietà dagli Onigo alla Società dei palchettisti, si provvede al restauro della facciata, alla chiusura del portico, inglobato nell’atrio, e alla ricostruzione delle scale. L’attività procede regolarmente per oltre un ventennio fino al 2 ottobre 1868, giorno in cui un imponente incendio distrugge la sala, il ridotto e la torre scenica. Dell’antico teatro Onigo rimane oggi solo la facciata. L’inaugurazione della nuova sala del Teatro di Società avviene nell’ottobre 1869 con il Faust di Charles Gounod. Tra il 1869 e il 1930 il Teatro Sociale conosce un periodo di particolare splendore: si tiene un’esposizione regionale veneta e le manifestazioni per il 25° della proclamazione di Roma a Capitale d’Italia. A partire dal 1931 il Comune di Treviso diventa unico proprietario. Nel 1945, pressata dalla disperata situazione post-bellica, l’amministrazione comunale decide di alienare il Teatro – ormai noto come Comunale – a privati. Dopo cinque anni, il Tribunale di Treviso dichiara inefficace la vendita e il Comune ritorna definitivamente proprietario dell’immobile.

A partire dal 1969, al Comunale, riconosciuto per legge tra i ventiquattro teatri italiani “di tradizione”, fa capo, il Concorso Internazionale “Toti Dal Monte”. Nel dicembre 1998 il teatro viene chiuso per inagibilità. Una convenzione siglata tra il Comune di Treviso e la Fondazione Cassamarca, nel luglio 2000 conferisce a quest’ultima, assieme all’onere di restaurarlo e conservarlo, la gestione del teatro per trent’anni. Il 15 novembre 2003 la sala è nuovamente inaugurata con un concerto della Royal Philarmonic Orchestra. Nel 2019 la gestione passa al Teatro Stabile del Veneto e al Comune di Treviso.

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